Visualizzazione post con etichetta arte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta arte. Mostra tutti i post

martedì 20 dicembre 2016

22. Architettura vinaccia

Ritroviamo il color vinaccia sulla facciata della nuova cantina Zymè realizzata dall'architetto dell'A.c.M.e. studioMoreno Zurlo. L'edificio, in cui invecchia l'Amarone, si trova a San Pietro in Cariano in provincia di Verona. I lavori di costruzione sono iniziati nel 2009.
La struttura si articola su 3 livelli, per un totale di circa 3000 mq. Poggia su una cava di pietra sedimentaria del 1400.
L'esterno è rivestito di pietra calcarea e per alleggerire la costruzione sono stati realizzati inserti in acciaio cor-ten, le cui trame richiamano le nervature delle foglie di vite ed instaurano un legame con l'ambiente circostante.
Ulteriori informazioni sull'opera qui.

Il colore è spesso presente nei trattati di architettura. Il vinaccia, in particolare, viene citato nel libro Edward BURIANThe Architecture and Cities of Northen Mexico from Indipendence to the Present, Austin: University of Texas press, 2015 nel seguente passaggio:

martedì 15 novembre 2016

16. Il vinaccia nel design

Il color vinaccia è tra i protagonisti della terrazza del padiglione Martini all'Expo 2015. L'opera, realizzata da Pininfarina, può ospitare fino a 290 persone.

La terrazza, posta al primo piano della struttura, è formata: da due punti bar, una reception, un'area Vip e da grandi zone in cui gustare cocktail. Il tutto è collegato tramite un pergolato. 
Il complesso presenta una grande alternanza di materiali e colori. Per la pavimentazione si è optato per un legno di ispirazione quasi ottocentesca. Sono invece più moderni gli inserti metallici del bancone che, nel loro color vinaccia, ricordano le carrozzerie delle auto. 

All'interno del padiglione è ripreso anche il tema della sostenibilità. Alcuni clienti hanno avuto la possibilità di piantare il loro seed of desire, partecipando così alla creazione di un piccolo bosco verticale.


Ulteriori immagini a questo link.